Quanto è probabile subire un attacco?
Uno scenario di rischio in costante peggioramento
Negli ultimi anni i rischi cyber sono aumentati in modo significativo. L’ultimo Rapporto Clusit evidenzia che il numero di gravi incidenti informatici a livello globale è cresciuto di quasi il 50% nell’arco di un solo anno. L’Italia risulta particolarmente esposta: oggi circa un attacco grave su dieci a livello mondiale colpisce un’organizzazione nel nostro Paese.
Un aspetto fondamentale è che non si tratta più soltanto di grandi gruppi industriali o enti pubblici. Sempre più spesso finiscono nel mirino anche le piccole e medie imprese, in particolare aziende manifatturiere, società di servizi e operatori della logistica.
Le cause raramente sono esclusivamente tecniche. Diversi studi dimostrano che circa il 74% degli incidenti è riconducibile a fattori umani, come attacchi di phishing, password deboli o errori operativi. Allo stesso tempo, vulnerabilità tecnologiche e attacchi mirati continuano a svolgere un ruolo determinante. Nella pratica, un incidente cyber nasce quasi sempre dalla combinazione di più fattori.
La conclusione è chiara: la domanda non è più se un attacco avverrà, ma quando.
Quanto possono essere elevati i costi?
Il vero danno spesso arriva dopo l’attacco
Mentre aumenta la probabilità di subire un incidente informatico, la sua dimensione economica viene ancora spesso sottovalutata. Secondo studi recenti, il costo medio di un data breach si attesta intorno a 4,37 milioni di euro.
La quota principale di questi costi non riguarda i sistemi IT o eventuali riscatti richiesti dagli attaccanti, bensì le conseguenze indirette: interruzione dell’attività, perdita di fatturato, penali contrattuali, perdita di clienti, consulenze legali e attività di gestione della comunicazione di crisi.
Anche incidenti apparentemente limitati possono generare impatti economici rilevanti. Un esempio tipico è quello di un’azienda manifatturiera di medie dimensioni compromessa tramite una e-mail di phishing. I sistemi centrali diventano indisponibili e la produzione si ferma per diversi giorni. Ritardi nelle consegne, costi aggiuntivi e perdita di marginalità possono generare danni nell’ordine di circa 200.000 euro in pochi giorni.
Nei casi più complessi, come quelli che coinvolgono aziende di servizi ad alta intensità di dati, le conseguenze possono essere ancora più gravi. Oltre al fermo operativo, si aggiungono danni reputazionali, procedimenti regolamentari e richieste di risarcimento. Il completo ripristino dell’operatività può richiedere mesi e comportare danni per milioni di euro.
Il vero impatto economico, quindi, raramente coincide con l’attacco in sé, ma si manifesta nelle settimane e nei mesi successivi.
Quale parte dei danni può essere coperta da una polizza Cyber?
Protezione finanziaria per affrontare l’emergenza
Nonostante la crescente consapevolezza del rischio, in molte aziende permane un significativo divario tra percezione del rischio, misure preventive e protezione finanziaria. I fornitori di servizi IT, infatti, rispondono generalmente solo entro limiti contrattuali ben definiti, lasciando una parte consistente dei costi a carico dell’azienda colpita.
È proprio qui che interviene la polizza Cyber. In funzione delle garanzie sottoscritte, essa può coprire una parte rilevante delle conseguenze economiche derivanti da un incidente informatico.
Tra i principali danni diretti coperti rientrano:
- Analisi forense informatica e individuazione delle cause
- Ripristino di dati e sistemi
- Perdite derivanti dall’interruzione dell’attività
- Gestione della crisi e servizi di incident response
- Consulenza legale e supporto nella comunicazione di crisi
- Assistenza nei casi di estorsione informatica e ransomware
La copertura può inoltre estendersi ai danni verso terzi, come richieste di risarcimento avanzate da clienti, partner commerciali o altri soggetti coinvolti a seguito di una perdita di dati o di un’interruzione dei servizi.
Le moderne polizze Cyber combinano la protezione economica con una rete di specialisti attivabili immediatamente in caso di incidente: esperti IT, avvocati, consulenti di comunicazione e professionisti della gestione delle crisi.
È importante comprendere che una polizza Cyber non sostituisce la sicurezza informatica, ma la integra. Il suo obiettivo è trasformare un evento potenzialmente in grado di compromettere la continuità aziendale in un rischio economicamente gestibile.
Assiconsult supporta le aziende attraverso un approccio strutturato che comprende l’analisi dei rischi, la verifica delle coperture esistenti e la progettazione di soluzioni assicurative personalizzate. L’obiettivo è fornire trasparenza e rispondere con chiarezza alla domanda fondamentale: chi paga quale parte del conto in caso di incidente?
Conclusioni
Essere preparati non solo tecnicamente, ma anche finanziariamente
Gli attacchi informatici non possono essere evitati completamente. Le loro conseguenze economiche, tuttavia, possono essere gestite e mitigate in modo efficace.
La domanda fondamentale per ogni impresa non riguarda soltanto il livello di protezione dei propri sistemi informatici, ma anche la capacità di sostenere economicamente le conseguenze di un incidente.
Per questo motivo è essenziale affiancare alle misure di prevenzione una strategia di protezione finanziaria adeguata, capace di garantire continuità operativa e stabilità economica anche nei momenti più critici.